Corriere di Arezzo - 23/01/09
Il Consorzio Cartona cresce ancora: 22 le aziende
Vini doc sugli allori: 15 etichette scelte da riviste specializzate
CORTONA - L'anno appena concluso è stato senza dubbio positivo per il Consorzio di tutela dei Vini Doc Cortona, che, oltre ad aumentare i propri aderenti, giunti ormai a 22 aziende, e realizzare numerose iniziative (dal convegno sul marketing del vino svoltasi a giugno, alla serata Stelle in Fortezza), ha riconfermato le tante prestigiose collaborazioni, come quelle con il Tuscan Sun Festival o con il Museo di Cortona Maec. Di grande importanza anche l'ingresso nel Cda del Consorzio Tutela dei Vini Doc Cortona, dell'Amministrazione comunale di Cortona e della Banca Popolare di Cortona, segno che il Consorzio rappresenta una realtà anche di immagine e di sviluppo per tutto il territorio. Il 2008 è stato anche un anno importante sotto il profilo della comunicazione e della penetrazione dei vini nelle maggiori e più prestigiose riviste di settore. In questo ambito sono 15 le etichette recensite con punteggi assai positivi dalle riviste e dalle guide specializzate. "Queste riviste, nel bene e nel male - dichiara il presidente del Consorzio Fernando Cattani - definiscono e determinano il successo di una Doc, e Cortona in poco meno di dieci anni è riuscita ad imporre stabilmente molte etichette in posizioni di eccellenza nelle varie classifiche. Naturalmente in questo quadro sono presenti alcune delle aziende vinicole storiche del territorio come Avignonesi, la Braccesca di Marchesi Antinori, La Colonica, e Tenimenti d'Alessandro, ma fanno capolino con merito anche aziende più giovani come Fabrizio Dioniso, le Cantine Faralli, Giannoni Fabbri e Stefania Mezzetti." Attualmente le aziende consociate sono 22 e rappresentano la quasi totalità dei produttori, mentre gli imbottigliatori sono 17, tra lavoratori diretti ed indiretti il settore vitivinicolo impiega stabilmente oltre 2000 persone.
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Arezzo La Nazione - 23/01/09
Vini, 15 etichette in 'pole position' nelle guide
Le riviste spedalizzate premiano le aziende locali. Chi entra in classifica
di GIANCARLO SBARDELLATI
- CORTONA -
Sono 15 le etichette dei vini Doc Cortona segnalate dalle più prestigiose riviste specializzate, come Espresso, Veronelli, Gambero Rosso, Annuario dei migliori vini italiani L.M., Duemila-vini Ais-Bibenda, Wine Spectator, a conferma che il 2008 è stato anche un anno importante sotto il profilo della comunicazione e della penetrazione dei vini nelle maggiori e più prestigiose riviste di settore. «Queste riviste, nel bene e nel male — afferma il presidente del Consorzio Fernando Cattani, definiscono e determinano il successo di una Doc, e Cortona in poco meno di dieci anni è riuscita ad imporre stabilmente molte etichette in posizioni di eccellenza nelle varie classifiche, segno di un lavoro costante e serio rivolto alla produzione di qualità. Il 2008 appena concluso, nonostante le difficoltà del settore vitivinicolo, è stato senza dubbio positivo per il nostro Consorzio di tutela che, oltre ad aumentare i propri aderenti, giunti ormai a 22 aziende, e realizzare numerose iniziative (dal convegno sul marketing del vino svoltosi a giugno, alla serata Stelle in Fortezza), ha riconfermato le tante prestigiose collaborazioni, come quelle con il Festival Tuscan Sun o con il Museo di Cortona Maec, che ne hanno ulteriormente rafforzato la posizione e la penetrazione nel territorio. Di grande importanza anche l'ingresso nel Consiglio di amministrazione del Consorzio Tutela dei Vini Doc Cortona, dell'Amministrazione comunale e della Banca Popolare di Cortona, segno che il Consorzio rappresenta una realtà non solo produttiva ma anche di immagine e di sviluppo per tutto il territorio».
Naturalmente in questo quadro sono presenti alcune delle aziende vinicole storiche del territorio come Avignonesi, la Braccesca di Marchesi Antinori, La Calonica, e Tenimenti d'Alessandro, ma fanno capolino con merito anche aziende più giovani come Fabrizio Dioniso, le Cantine Faralli, Giannoni Fabbri e Stefania Mezzetti. «Di questi risultati — prosegue Cattani — andiamo tutti particolarmente fieri ed orgogliosi. E' un segno di grande vivacità imprenditoriale ed anche di rinnovamento, con un occhio sempre alla tradizione più genuina della terra di Cortona». Attualmente le aziende consociate sono 22 e rappresentano la quasi totalità dei produttori, mentre gli imbottigliatori sono 17, tra lavoratori diretti ed indiretti il settore vitivinicolo impiega stabilmente oltre 2000 persone. Il Consorzio di Tutela dei vini Doc Cortona ha una superficie di circa 400 ettari, con oltre 500.000 bottiglie immesse nel mercato, con oltre 750 mila litri di vino prodotti nel 2008. «Per il Consorzio — conclude Fernando Cattani, questo è un periodo importante. Nel 2008 abbiamo rafforzato la nostra presenza nei mercati nazionali ed internazionali, con manifestazioni e abbinando i nostri vini a importanti eventi culturali».
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“About Dardano- DOC CORTONA SANGIOVESE 2005”
The wine was certainly good, no major flaws or off tastes as a result of the winemaking. On that level alone, it is certainly a quality wine that can succeed in the marketplace. The first thing that struck me about the flavors is how different it is than what I was expecting. When you see Sangiovese from Tuscany, you expect something Chianti-like. This wine was a bit more aggressive than Chianti with a more plump fruit profile and a rustic earthiness. This doesn’t make it a bad wine, it just makes for a surprising tasting experience.
On the palate, it is plump and full-bodied with big fruit that isn’t subtle but certainly pleasant. I liked the rich, dark red berry flavors and the bit of brambly edge that indicate good, ripe fruit and a sense of terroir. One of the staff members here described it as “clumsy,” as if the different flavor components weren’t in synch. I think we were both describing the same thing—a wine that is in its early maturity from a new winery. I expect the wine to develop over short term cellaring and more importantly, I think that the winemaking will improve with each successive vintage. The overall impression is a wine that is somewhat rustic and raw, a style that transcends the modern trend towards international styles and homogeneity. It seems happy with what it is instead of trying to be something else (Chianti).
On the 100 point scale, I would give it a solid 89. With a little more refinement and balance, it could easily breach the 90 point mark.
From a marketing point of view, the style of the wine matches the labeling. Instead of mimicking the classic Tuscan style label, the runes and Cyrillic design on the label lets the buyer know that they aren’t getting just another Chianti. It gives the impression of something with more ancient influences which matches what I tasted. When pitching the wine to importers, I would emphasize this differentiation as it might be easier than competing against all the more familiar styles from Tuscany.
Matt

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